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Masters Beta 5 °prova
16 Ottobre 2011

Ecco le prime info della prova finale del Masters Beta che andrà in scena a Rignano sull'Arno il prossimo 16 Ottobre.
Come raggiungere Rignano
Autostrada A1 Uscita Incisa
Svoltare a destra all'uscita dal casello in direzione Firenze, Forlì, Reggello
Seguire poi i cartelli per Rignano sull'Arno
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Info ed iscrizioni :
Motoclub ALEF
Via Mazzini 10
50067 Rignano sull'Arno (Fi)
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Cenni Storici e altre informazioni 
Favorevoli condizioni ambientali hanno certamente favorito fin dalle epoche più antiche il formarsi nel territorio di Rignano di stabili insediamenti umani. Una serie di ritrovamenti archeologici in diverse località dimostrano un intenso popolamento già in età etrusca e romana. Forse il Comune di Rignano sull’Arno, come attesta il toponimo che sembra derivare dal personale latino "Arinianum", fu un insediamento di origine romana ma viene menzionato per la prima volta in documenti della seconda metà dell’XI secolo e comunque la sua nascita è legata anche alla posizione strategica come importante punto di attraversamento dell’Arno. La via più antica di una certa importanza che abbia percorso il Valdarno superiore è ritenuta la strada di origine etrusca che collegava la città di Arezzo con Fiesole e Firenze, detta “dei sette ponti” e che rimaneva sulla riva destra dell’Arno.
Durante l’occupazione romana il console Lucio Cassio nel 180 a. C. conferì il nome di “Cassia Vetus” a questo percorso già esistente. E’ ormai certo però che un ramo della strada romana si staccasse dall’antico tracciato etrusco subito prima di Reggello nel tentativo di stabilire un più rapido collegamento con Firenze e Fiesole e attraversasse il fiume proprio nei pressi del guado naturale all’altezza dell’insediamento abitativo di Rignano. Lungo la direttrice della strada suddetta, nei primi decenni dopo il Mille, venne così edificata la pieve di San Leolino, le cui prime notizie risalgono al 1066, anno nel quale la chiesa è ricordata in una donazione al monastero di San Pier Maggiore in Firenze.
Nei pressi della pieve dovette svilupparsi un castello sul quale, verso la fine del XII secolo, vantavano dei diritti, confermati nel 1191 dall’imperatore Arrigo VI, le monache di Sant’ Ellero e successivamente i monaci della vicina abbazia di Vallombrosa. Sembra che Rignano entri a far parte del contado fiorentino nel 1129, come si desume da un atto rogato nei pressi del castello omonimo. Nei documenti della prima metà del XIV secolo l’antico insediamento risulta già degradato a "castellare" ossia castello in stato di abbandono, ma si stava contemporaneamente sviluppando un nuovo piccolo borgo vicino al ponte sull’Arno fatto edificare dalla Repubblica fiorentina proprio in quegli anni. Da alcune recenti ricerche sembra difficile far coincidere le strutture di un complesso architettonico chiamato Casa a Rignano con il sito del castello che sappiamo esistere dal 1086 e che già nel corso del XIII veniva definito castellare. Si può invece affermare con una certa sicurezza che Casa a Rignano era, novità assoluta, un rifugio fortificato costruito da e per la comunità rignanese dagli stessi cittadini rignanesi. Questo ricetto era stato costruito dalla comunità nel corso degli anni Settanta del Trecento quando Firenze, preso atto che Rignano era località completamente sprovvista di difese, impose al “sindicus”, Lazzaro di Stefano, la costruzione di un luogo fortificato. Le scarse notizie superstiti sulle vicende storiche del Comune sono poi connesse alla storia del suo ponte, frequentemente travolto dalle piene dell’Arno e sempre fatt ricostruire (nel 1422, nel 1459, nei secoli XVII, XVIII e XIX).
Nel frattempo il territorio circostante, giovandosi della relativa vicinanza con Firenze e della fertilità e amenità del luogo, era divenuto sede di numerose "ville" di possidenti fiorentini. Con il regolamento granducale del 1773, Rignano sull’Arno, chiamato ancora Ponte a Rignano, diviene una delle settanta comunità del contado fiorentino e le sono annesse tredici parrocchie prima appartenenti alla giurisdizione di Pontassieve. Tra i suoi celebri figli Rignano annovera il letterato umanista Vespasiano da Bisticci (1421-1489) e il pittore Ardengo Soffici (1879-1964).
Tra gli edifici più insigni del Comune ricordiamo la pieve di San Leolino che divideva con la pieve di San Lorenzo a Miransù la giurisdizione ecclesiastica del territorio. I caratteri stilistici di entrambi gli edifici sono quelli propri dell'architettura romanica. L'impianto è di tipo basilicale, a tre navate divise da ampie archeggiature su pilastri a sezione quadrangolare che si concludono, nella pieve di san Leolino, con tre absidi semicircolari. Il paramento murario è costituito da bozze regolari di pietraforte e alberese disposte a filaretto. Sia l'interno che l'esterno sono improntati alla massima semplicità. Recentemente restaurata, la pieve di San Leolino conserva al suo interno un affresco con L’Incoronazione della Vergine dell’ultimo quarto del XIV secolo e una affresco con La Madonna che allatta il Bambino di Bicci di Lorenzo.
Anche la pieve di San Lorenzo a Miransù è originaria dell’XI secolo sebbene sorga sicuramente sui resti di un’antica fortificazione di origine romana. Dopo interventi trecenteschi, la chiesa subì pesanti ristrutturazioni nel tardo Ottocento che furono poi eliminati nel restauro degli anni 1966-68. La chiesa ha tre navate divise da archi sorretti da pilastri quadrangolari; la torre campanaria è incorporata alla chiesa e ne è probabilmente l’elemento più antico.
Da queste pievi dipendevano molte chiese, tuttora esistenti, anch’esse di origini romaniche, sparse nel contado e ricche di pregevoli opere d’arte come San Piero in Perticaia (che conserva interessanti opere tra le quali un trittico del raro maestro della Crocifissione Christ Church e un Crocifisso ligneo dell’ambito di Baccio da Montelupo), San Cristoforo in Perticaia recentemente restaurata e caratterizzata da un interno tardo barocco dove si conserva un trittico tardo trecentesco di Cenni di Francesco di Ser Cenni, San Michele a Volognano, inglobata nella mole del castello omonimo che conserva dipinti cinquecenteschi di Mariotto Albertinelli e di Domenico Puligo, Santo Stefano a Torri, Santo Stefano alle Corti e Santa Maria detta la Badiuzza degli Ughi, un’antica chiesa costruita dai monaci vallombrosani nel dodicesimo secolo, caratterizzata da una imponente scarsella gotica.
Ancora, la chiesetta di Santa Maria a Castiglionchio, presso l’omonimo castello, che conserva al suo interno un dipinto della bottega di Santi di Tito, quella di Sant’Andrea ad Antica, oggi però ridotta a magazzino, legata alle sorti del castello omonimo di proprietà Malespini, risorto dalle rovine del castello che fu semidistrutto dai Ghibellini dopo la battaglia di Monteaperti nel 1260.
Tra gli edifici civili si distinguono, all’ingresso del paese, la Torre dell’Isola, uno dei più bei monumenti architettonici del territorio, torre di avvistamento e fortilizio, poi casa da signore e il ponte mediceo di origini medievali ma ristrutturato nel XVII secolo in forme rinascimentali. In piena campagna rignanese emerge invece la scenografica villa di Torre a Cona di aspetto settecentesco ma di impianto medievale, poi la villa di Poggiofrancoli che vanta origini cinquecentesche e buontalentiane, il castello di Fontepetrini, il castello di Volognano e la villa fattoria di Castiglionchio che traggono origine in alta epoca medievale dalla nobile casata dei da Quona.
Scendendo verso Pontassieve, presso il piccolo borgo di Rosano, incontriamo l’abbazia di Santa Maria, una delle più antiche abbazie della Toscana, un monastero femminile benedettino fondato nel 780 dove si conserva un raro crocifisso duecentesco. La chiesa dell’abbazia è uno dei maggiori esempi di arte romanica presenti oggi nel contado fiorentino; essa si presenta infatti a tre navate con presbiterio rialzato, chiusa da un’abside semicircolare con pilastri che sorreggono gli archi di valico.Si caratterizza per una cripta divisa in cinque navatelle con copertura a volta sostenute da colonne in pietra serena, con capitelli di buona fattura .
Ufficio Stampa

CV ( Christian.valeri@masterbeta.it )

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